Margini
Luoghi, attese e incontri
da cui nascono le storie.


Aeroporti
Fuori dall’aeroporto Caravaggio di Bergamo c’è questa statua, sospesa tra il passaggio continuo delle persone.
Ogni volta che la guardo penso a quanto Caravaggio mi abbia sempre affascinato: le ombre, le luci improvvise, i volti che sembrano emergere dal buio come apparizioni. Forse è anche per questo che mi attirano i margini, le attese, le persone silenziose.
Perché nei quadri di Caravaggio non esistono figure perfette: esistono corpi veri, ferite, stanchezza, vita. E in quella figura seduta, sola davanti a tanti viaggiatori, ritrovo qualcosa della sua stessa inquietudine.
Un uomo dentro il chiaroscuro del mondo.


Strade
Passaggi silenziosi tra vite incrociate, sguardi veloci e presenze che attraversano il tempo di un istante.


Incontri
Momenti sospesi tra persone e parole.
Narrazioni
Il Muretto di Alassio mi ha sempre colpito perché nasce quasi di nascosto.
Le prime piastrelle vennero messe di notte, senza permessi, da Mario Berrino insieme a Ernest Hemingway davanti al Caffè Roma. Un gesto spontaneo, quasi clandestino, che col tempo è diventato memoria collettiva. Passeggiando davanti a quel muro pieno di firme, mani, dediche e frammenti di vite, mi sono fermato davanti alla piastrella di Vladimir Luxuria.
C’è scritto: “Tutti i muri prima o poi cadranno. Il muretto dell’amore resterà.” In quella frase c’è qualcosa che va oltre il turismo, oltre i personaggi famosi, oltre le fotografie. L’idea che certe tracce umane, lasciate quasi per gioco o per bisogno di esserci, riescano a restare nel tempo più dei muri stessi.